Prima ancora di indiani e cowboy. Dove tutto ha inizio…

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Sì, lo ammetto. Ho di nuovo abbondonato il blog. A mia discolpa però posso dirvi che sono state settimane intense che mi hanno impegnato a costruire, mattoncino per mattoncino, nuovi pezzi di futuro.

In realtà non mi sono fermata mai. Nemmeno per il blog. Solo che ho sostituito la scrittura alla telecamera e, approfittando dei giretti che mi sono fatta da queste parti nelle ultime settimane, ho filmato e messo insieme un po’ di materiale che potesse parlare per me.

In questo modo condivideremo un po’ della mia avventura qui in Massachusetts, che ogni giorno mi ruba un pezzettino di cuore in più. Continue reading

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Cervelli in fuga…con mogli al seguito

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“No, non sono io il cervello in fuga!” Così ho anticipato la domanda del mio amico/collega Umberto, quando mi ha intervistata l’ultima volta che ho fatto ritorno a casa e precisamente nella tv dove ho trascorso buona parte della mia vita.

Figuriamoci se mai io mi sarei data alla fuga! Dal mio Paese? Pura follia solo fino a tre anni fa. Io la fuga l’ho fatta al seguito. A seguito di un cervello. Pensata, soppesata, elaborata, ma pur sempre una fuga al seguito.

Di bravi, bravissimi italiani costretti a cercare la propria strada professionale all’estero perchè impossibilitati ad esprimersi nel proprio Paese d’origine, se ne parla tutti i giorni. E, cosa assai triste, il fatto farà sempre meno notizia, perchè ormai stiamo parlando di un fenomeno dato quasi per scontato. Ma delle mogli o delle famiglie a carico di questi bravi bravissimi, qualcuno ne parla?– ci siamo chieste io e una ‘collega di fuga al seguito’ l’altro giorno, mentre mi veniva finalmente voglia di mettere per iscritto questo pensiero che mi frullava in testa da mesi. Continue reading

Ricomincio da me

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Un silenzio stampa durato fin troppo tempo. E allora come chiedere scusa ad una creaturina appena nata come questo blog e soprattutto a coloro che (grazie, grazie e ancora….grazie!) mi invitano a rimettermi subito a scrivere? Un look tutto nuovo alla pagina mi è sembrato la risposta migliore. E poi, ragazzi, dovevo sfoggiare questo capolavoro di foto che da oggi fa da copertina al blog. Ancora una volta il mio più sincero grazie va a Giulia Zeta, che ha concepito per Suitcases and Coffee questa immagine bellissima. Bellissima non solo per la sua estetica, ma perchè fa da manifesto a questa mia collezione di pensieri che attraversano ogni giorno l’Oceano grazie ai click alla pagina da parte delle persone che mi leggono e mi supportano (e sopportano). Continue reading

Vi racconto il MIO tango

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Il tango è un pensiero triste che si balla. Probabilmente la frase più diffusa a proposito di questa danza. Anche quella che personalmente più amo smontare: alcuni dei miei anni più allegri e spensierati infatti, li ho dedicati proprio al tango, alla sua pratica e soprattutto al calarmi in tutto quel ‘contorno’ che rende questo ballo così magico e diverso dagli altri.

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There’s no business like show business!

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Può sembrare un post riservato solo a chi ama lo spettacolo. Non lo è. E’ una sorta di appendice del post precedente, solo ambientata in quello che per me resta il mondo magico per eccellenza: il teatro. In tanti anni di tv le interviste più interessanti e le emozioni più forti le ho provate seduta su una poltroncina di velluto (nei casi migliori) e comunque all’ombra del sipario. Ho iniziato ad andarci da piccola e per questo devo dire grazie a genitori, nonna e insegnati lungimiranti. Continue reading

Tu vuò fa l’americano (ma si nato in Italy)

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Siete mai entrati in un supermercato americano? Non sto parlando dei negozietti-boutiquedelcibo che trovate nel centro delle grandi città. No, no. Proprio in un supermercato vero, come si vedono solo nei film. Dove i carrelli sono più grandi di una Smart e tutto si vende in stock. Personalmente non potrò mai dimenticare la mia prima volta qui.  Continue reading

News from the East Coast

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Non è stato un bianco Natale (solo per riprendere la frase lasciata in sospeso sul blog a fine 2013). In compenso è stato un inizio d’anno come si vede solo nei film delle feste. Boston sotto la neve. ‘Sotto’, ripeto, non ‘sepolta’ come hanno riportato alcuni titoli di giornali facendo venire un mezzo infarto ai genitori miei e degli amici che erano in visita. Continue reading

Walking in a winter (Bostonian) Wonderland…

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Il mio primo Natale in USA. Per dire la verità avevo già vissuto parzialmente quest’esperienza undici anni fa durante il mio primo viaggio a New York. La grande mela sotto le feste diventa un vero tripudio di luci e colori e tutto quello che si vede nei film è solo un punticino rispetto all’atmosfera che vi si respira dal vivo. All’epoca però si trattava ‘solo’ di una settimana di vacanza ad inizio dicembre. Stavolta è diverso e mi godo tutto dall’inizio alla fine dei festeggiamenti. Cambia la location: da NY a Boston, Massachusetts. Continue reading

…E il caffè?

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Ok, la valigia è stata spiegata. Ma il caffè? Il titolo di un articolo dev’essere la sintesi del contenuto. Prima lezione di giornalismo. E allora eccoci qua di nuovo.

‘Suitcases and Coffee’, valigie (perchè si scrive con la i, in barba a qualcuno che s’è messo a fare il professore con me) e caffè.

Troppo scontato dire che vengo dal Paese che fa il caffè più buono del mondo. Continue reading

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio…

Non sono nata con la stoffa dell’emigrante. Una persona lo sa se ce l’ha oppure no. Nell’antichità i popoli si distinguevano tra ‘nomadi’ e ‘stanziali’.

Ecco, per oltre 30 anni della mia vita io mi sono sempre vista inserita nella seconda categoria. Con buona pace delle mie aspirazioni e i miei sogni nel cassetto, che – questo sì- da ragazzina mi proiettavano almeno fuori dai confini regionali. La nomade la facevo in vacanza, affascinata da mete che hanno profondamente segnato la mia crescita personale. Continue reading